Rivedo la mia vita come allora
sottecchi in un gazebo illuminato
la luce colpiva cinabri astri di passaggio
e crassule festose in verde di striscio
un dondolo scricchiolava nenie un po' rétro
dal setoso cuscino di taffetà al rosa del cielo
il passo non è breve
ma più arduo è lo sporgersi da un lato
incomprensioni avute a precipizio
dolenti si tengono per mano
per non cadere ancora in un altrove.
